Fine anno col botto: il fondo Obelisco a -99% e in 22 mila perdono tutto!

Fine anno col botto: il fondo Obelisco a -99% e in 22 mila perdono tutto!

Ammesso che ce ne fosse stato ancora bisogno, questa vicenda del fondo Obelisco conferma la grande “anomalia” del sistema finanziario, dove a guadagnare sono sempre i soliti pochi e perdono sempre tutti gli altri. La storia inizia nel 2005, quando Poste iniziava a muovere i primi passi nel mondo finanziario, evidentemente senza la necessaria cautela e tanto meno esperienza. Fatto sta che al tempo collocarono senza troppa fatica qualcosa come 70 mila quote azionarie del fondo, per un valore complessivo di circa 170 milioni di Euro.

Nessuno ha valutato o forse erano solo distratti, il fondo Obelisco è legato ad asset immobiliare, vi suggerisce qualcosa? Esatto, hanno “piazzato” un fondo che praticamente era già decotto e in declino, infatti, tutti gli analisti seri, sapevano o comunque avevano consapevolezza di quello che appena un anno più tardi sarebbe successo. La crisi scoppiata con la bolla del 2007, avviata dalla banca inglese Northern Rock, fu solo il preludio di quello che sarebbe successo appena un anno dopo con i famosi subprime! La grande crisi del 2008 che sconvolse il mondo finanziario e non solo in tutto l’occidente, di cui ormai ne conosciamo ogni dettaglio e dalla quale ancora si annaspa per uscirne!

Poste e Consob quali garanzie?

Le responsabilità sono a vari livelli, come già detto un buon analista finanziario non piazzerebbe mai ai suoi clienti un fondo il cui mercato di riferimento è prossimo al collasso. Ed è quello che è stato fatto con il fondo immobiliare Obelisco, nome esotico ma che in realtà evoca solo una gran fregatura. Immaginate chi ha al tempo ha investito 10.000 Euro ed oggi a distanza di 14 anni circa si ritrova con 1.000, davvero una bella somma “esotica”!

Poste forse non ha responsabilità dirette, in quando la sua parte fu quella di “collocatore” del fondo, tuttavia ha comunque una responsabilità morale nei confronti dei clienti. Perché tutti gli investitori che hanno aderito al fondo, lo hanno fatto semplicemente perché avevano fiducia in Poste, nei suoi funzionari e in tutto quello che rappresenta questa realtà in quanto considerata molto familiare. L’altra parte di responsabilità, sicuramente importante è della Consob, che nella sua autonomia giuridica “dovrebbe”, il condizionale e necessario, tutelare gli investitori in un’ottica di trasparenza e sviluppo del suddetto mercato mobiliare del nostro paese! Non è andata esattamente così.

La storia si ripete e non si impara mai dagli errori del passato

Il fondo Obelisco veniva collocato ai futuri “polli da batteria”, solo appena 2 anni dopo il clamoroso crack Parmalat guidato dal “condottiero” Tanzi. Ora, un po’ di diffidenza forse sarebbe stata necessaria da parte degli investitori, ma il punto è che il collocamento fu fatto proprio da Poste, la cui fiducia, almeno al tempo era indiscutibile da parte degli italiani. Questo comunque ci insegna che non è mai sufficiente affidarsi a chi ha una storia seppur nobile almeno quando si tratta di soldi, perché tutti possono fare errori come lo fece Poste collocando un prodotto il cui destino era segnato.

Un buon analista con lungimiranza consiglia e suggerisce investimenti sicuri o quanto meno con un margine di rischio accettabile, di certo non è la perdita del 90% del capitale il rischio accettabile. Quello che occorre in questo paese è una maggiore consapevolezza finanziaria, ma soprattutto un sistema di controllo che faccia davvero il suo mestiere. Con consulenti e analisti che siano in grado di offrire davvero un servizio che l’investitore si aspetta, ovvero un rendimento dal proprio capitale investito, magari ipotizzando una sorta di certificazione e garanzie assicurative … insomma affidarsi a persone capaci!

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