Intelligenza artificiale: il business che crea incertezze e timori, è davvero così?

Intelligenza artificiale: il business che crea incertezze e timori, è davvero così?

Intelligenza artificiale: il business che crea incertezze e timori, è davvero così?

In questi ultimi 20 anni le cronache ci hanno riportato notizie spesso contrastanti, l’intelligenza artificiale è solo l’ultima in tal senso. È vero che con la tecnologia sono stati persi milioni di posti di lavoro, come è anche vero che se ne sono creati altrettanti. Il punto cruciale di questo cambiamento storico è la convergenza, o meglio l’integrazione da un posto di lavoro tradizionale, diciamo “analogico” con uno “digitale”. In tal senso possiamo fare degli esempi concreti, uno su tutti il modello di business che Amazon sta imponendo, ovvero la centralizzazione degli acquisti in un unico posto/sito. Le conseguenze sono ormai evidenti, decine di migliaia di negozi hanno chiuso i battenti, con l’ovvia perdita di occupazione e non di meno introiti per le casse statali.

Ma questo pare che i legislatori non riescono proprio a capirlo, dimostrato ampiamente dalla non curanza nel favorire le piccole imprese. Il business vero nel settore delle vendite al dettaglio sta diventando monopolistico a vantaggio dei grandi gruppi che accentrano e reintegrano meno del 50% dei posti di lavoro persi. Un altro esempio potrebbe essere quello del settore turistico, che grazie a portali come Airbnb si è creato un mercato parallelo mettendo in crisi quello alberghiero. Il tutto su base tecnologica, perché il vero punto di forza che fa incontrare la domanda e l’offerta è una piattaforma all’avanguardia. Si prenota in pochi click e si è garantiti dal portale per ogni eventuale controversia, l’intermediazione diventa virtuale ma non meno efficace.

Vediamo perché le AI sono un problema

L’intelligenza artificiale applicata al business potrebbe rivoluzionare davvero il mondo così come lo conosciamo oggi. Un cambiamento ancor più radicale di quanto non fece la rivoluzione industriale. Le AI potranno essere applicate in tutta una serie di lavori che oggi impiegano le persone, l’automazione ne ridurrebbe drasticamente l’impiego con evidenti risvolti sull’occupazione globale.

I moderni sistemi basati sull’intelligenza artificiale, prevede applicazioni in moltissimi campi e settori professionali. Esempio nell’informazione, sostituendo i giornalisti, come anche i notai, avvocati e gran parte del settore medico, queste le professionalità quindi ai livelli più bassi andrà ancora peggio. Secondo i promotori non sarà così drammatico, in quanto, assicurano, le AI saranno complementari all’uomo, o meglio, assisteranno e miglioreranno il suo lavoro. Difficile da credere ovvio, specie quando il settore privato può trarre vantaggi da una tecnologia grazie alla quale può fare a meno di “manovalanza”. Non è escluso che sia così, anche se è lecito avere dubbi, di fatto se è davvero così, miglioreremo una buona volta questo mondo!

Comunque vada un’occasione per fare business

Pensando a questa futura prospettiva, possiamo anche ipotizzare che sarà un successo cogliere l’occasione di investire in questo settore. Le aziende impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale non sono molte, per cui è interessante monitorare nei prossimi mesi e anni i loro sviluppi. Potrebbe rivelarsi un buon investimento con altissimi rendimenti, del resto la tecnologia ci ha già offerto grandi performance azionistiche ad ogni occasione.

Con l’AI ogni settore e business ne sarà influenzato, alcuni meno altri maggiormente, ma nessuno ne sarà escluso. Questo significa che il cambiamento e l’impatto sociale sarà dirompente, di conseguenza anche il rendimento di tali azioni potrebbe avere una crescita davvero esponenziale! Ricordare il debutto di Google? Ad oggi ha reso il 1.300% in 14 anni, non male vero?

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