La vicenda piratesca della banca Carige, spariti decine di milioni

La vicenda piratesca della banca Carige

La vicenda piratesca della banca Carige, spariti decine di milioni

Sembra una storia tratta da un romanzo ambientato nel ‘600, una di quelle dove pirati o bucanieri che si voglia, razziano il bottino delle navi malcapitate. Ora in chiave moderna e senza sciabole la storia è un po’ la stessa, solo che invece dei galeoni hanno usato una tecnica di “attacco” molto più sottile, malversazioni, compravendite immobiliari-truffa, plusvalenze, pirateria del 20esimo secolo! L’ammanco attribuito alla gestione Giovanni Berneschi, presidente e amministratore e a Ferdinando Menconi, al vertice del ramo assicurazioni poco prima, è di circa 200 milioni di Euro, finiti poi con triangolazioni in stile “bermuda” in qualche “covo” o caveau svizzero.

Una gestione malsana ma solo per gli sconosciuti, infatti, alcuni amici hanno avuto i loro bei vantaggi, nulla di nuovo s’intende, solo una parentesi per ricordare che gli imprenditori amici possono diventare “prenditori”, tutti altri possono tranquillamente arrangiarsi, anche se poi hanno le potenzialità di sviluppo e quindi restituire senza problemi i prestiti. Così a quanto pare non è andata con il gruppo Orsero, azienda nota per la distruzione di frutta alla quale Carige, o meglio gli allora “amiconi” hanno concesso qualcosa come 90 milioni di Euro probabilmente oggi irrecuperabili.

La regola che smentisce l’eccezione!

Con questa vicenda siamo di fronte all’ennesima mal gestione finanziaria di una banca italiana, che in ogni caso dovrà essere salvata con i soldi pubblici, e che molto probabilmente i responsabili se la caveranno con una tirata di orecchie. Non sarebbe la prima volta del resto che i responsabili, la passano liscia, senza colpo ferire fanno evaporare milioni di Euro come fossero noccioline provocando quell’immane caos tra i correntisti, investitori e soprattutto minando l’intero sistema bancario italiano.

Siamo quindi in una situazione di stallo, in cui la credibilità delle banche è al minimo storico, che difficilmente potrà recuperare nel breve periodo. Con il susseguirsi di queste vicende, probabilmente le banche potranno riacquistare fiducia minimo con la prossima generazione, fino ad allora saranno considerate come il male espressione di un sistema malato e pericoloso. Negli ultimi anni purtroppo abbiamo assistito fin troppe volte allo stesso copione, che a quanto pare gli italiani fanno fatica a memorizzare, se non altro per evitare il ripetersi di situazioni spiacevoli dove dalla mattina alla sera si perde tutto.

Vendiamo regalando o nazionalizziamo?

Di fesserie abbiamo dovuto sorbircene un bel po’ in questi ultimi anni, ora il problema che si pone con Banca Carige è dantesco, vendere a qualcuno a prezzo di saldo oppure nazionalizzare? La risposta più sensata dovrebbe essere la seconda, nazionalizzando la banca visto che i capitali per salvarla sono pubblici, dovrebbe essere la cosa più corretta da fare, ma il condizionale in un paese dove la regola è il contrario delle regole, non si possono avere certezze.

Aspettiamo comunque per vedere gli sviluppi di questa ennesima triste storia ricca di colpi di scena, anche se ben noti alle cronache finanziarie. Il consiglio che possiamo offrire a questo punto, è quello di fare attenzione, le banche in questi ultimi anni hanno tentato di svolgere un ruolo che non rientrava nelle loro competenze. Hanno voluto fare le banche di investimento, mentre avrebbero dovuto limitarsi a finanziare l’economia reale, ovviamente lasciando fare il lavoro di investitori a chi realmente sa farlo, ma questo ormai in molti lo hanno capito, anche se a caro prezzo!

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